villa per matrimoni Napoli

By Marco Esposito

Il Rhum e l’angolo di degustazione

IL RHUM E L’ANGOLO DI DEGUSTAZIONE

Il rhum è frutto dalla distillazione della canna da zucchero. Esistono due tipi di rum: Rum industriale e Rum agricolo.
La differenza principale risiede nel metodo di produzione.
Il rhum industriale nasce grazie alla distillazione della melassa, mentre quello agricolo proviene semplicemente dal succo puro della canna da zucchero.
Molti pensano che il rhum sia solo tipico della zona caraibica del centro America, ma in effetti la canna da zucchero si produce in tutta la fascia subtropicale a nord e sud dell’equatore.
Ovviamente come anche nel whisky il territorio con le sue caratteriste morfologiche influenza molto il gusto di questo di distillato.
Le zone monsoniche come le Filippine rendono il rhum più rotondo ed aromatico, mentre per le zone caraibiche dove il sole e le temperature sono alte e i fiumi certamente no sono rigogliosi di acqua danno vita ad una canna da zucchero meno dolce e sicuramente dal sapore più deciso e dal sapore molto più alcolico.
L’angolo rhum, chiamato molto spesso impropriamente angolo cubano è tra i più apprezzati da sposi e parenti.
Ma molto spesso si commettono diversi errori.
Primo tra tutti quello di usare rhum da miscelazione (tipo havana, pampero e similari) e non rhum da degustazione. Altro errore è quello di usare diverse tipologie di cioccolato, mentre per un approccio corretto alla degustazione si dovrebbe usare solo cioccolato fondente all’ 80 % ed in ultimo ma non meno importante è la cattiva conservazione dei sigari.
Questi dettagli sono importantissimi se volete stupire i vostri ospiti. Ma ricordate di bere con moderazione e se dovete guidare, non è possibile consumare super alcolici.

By Marco Esposito

Matrimonio a buffet o seduti a tavola

Può sembrare una domanda banale: buffet o servizio al tavolo?
Per chiunque si trovi a dover festeggiare è una scelta essenziale. Che sia un matrimonio, una festa di laurea o di 18 anni, una cena aziendale o qualsiasi altro festeggiamento è una scelta che potrebbe ricadere sulla riuscita dell’evento.
La scelta spesso dipende da diversi fattori: in base alla tipologia degli invitati presenti all’evento e anche il numero di persone, la location, quali spazi sono messi a disposizione, il tema che viene scelto e così via…..
Matrimonio a buffet
Il matrimonio a buffet prevede la disposizione di più tavoli posizionati in base allo spazio sui quali vengono disposte le varie pietanze. Al buffet sono gli invitati che si avvicinano per prendere ciò che desiderano in autonomia o tal volta serviti dal personale che compone il piatto , per poi servirlo all’ospite che mangerà all’in piedi o troverà delle sedute libere da appoggio.
Questo format permette un pranzo o una cena più dinamica durante la quale i soggetti non sono invitati ad accomodarsi obbligatoriamente per mangiare ma possono spostarsi liberamente per la location ed interagire con molti più invitati.
Deve essere impeccabile e professionale il ruolo dei camerieri che devono essere attenti a rimpiazzare immediatamente una pietanza appena terminata per non creare scompensi e far attendere gli invitati.
Nel caso di un numero notevole di invitati , invece, se il buffet non è ben gestito potrebbero crearsi disagi con sovraffollamenti e caos davanti ai tavoli
Matrimonio con servizio a tavola
Per una cena o un pranzo servizi a tavolo si prevede un menù fisso di pietanze prestabilite che verranno direttamente servite al tavolo dove ogni invitato avrà il proprio posto.
Anche qui è importante la bravura e professionalità dei camerieri nel servire cibi e bevande, il servizio dev’ essere impeccabile.
E’ un’alternativa che potrebbe essere comoda se il tempo trascorso lo si è passato in piedi, per qualcun
altro potrebbe risultare noioso restar seduto allo stesso posto per tutto il resto della cena e aspettare che
arrivino le portare.

cereali

By Marco Esposito

I cereali più antichi del mondo: l’orzo e il farro

L’orzo e il farro sono due cereali molto antichi, ma riscoperti solo negli ultimi anni. Infatti, nelle nostre tavole non sono molto diffusi, eppure potrebbero essere addirittura un’alternativa molto più salutare del grano tenero e del grano duro, che sono alla base della dieta mediterranea.
Sono tante le proprietà di questi due cereali, che, se cucinati in maniera originale, sono molto più saporiti di quello che si pensa.
L’orzo è noto per le sue proprietà depurative e rimineralizzanti, essendo ricco in calcio, fosforo, potassio, magnesio, ferro e vitamine B ed E. L’orzo perlato aiuta a ristabilire la flora intestinale e a combattere la stipsi. Inoltre, può essere utile per curare infiammazioni cutanee e della gola.
Il farro, invece, è ricco di proteine e fibre e povero di grassi. Per tali proprietà è molto utile per i soggetti affetti da diabete, malattie cardiovascolari e problemi legati alla pressione sanguigna. Inoltre, grazie alle sostanze minerali che contiene, è utile alle ossa, ai muscoli ed è tra le sostanze antitumorali. Sia l’orzo che il farro sono alla base di ricette ipocaloriche adatte a tutte le stagioni. D’inverno possono essere utilizzati per zuppe calde e ricche di energia, utili per affrontare il freddo e l’influenza. D’estate, invece, si possono preparare fresche insalate, a base di verdure, mozzarelline, lattuga e pesce. In realtà, entrambi i cereali sono accostabili a diversi sapori e cibi, quindi si possono inventare sempre nuovi piatti e nuovi accostamenti. Cosa aspettate? L’estate si avvicina. Rimettetevi in forma e cominciate a pensare alle vostre ricette a base di orzo e farro!

Martina Ferrara

Wedding Planner

By Marco Esposito

Perché seguire un corso di wedding planner ?

Perché seguire un corso di wedding planner?

La figura della wedding o events planner, nata molti anni addietro in America, si sta sviluppando e sta diventando sempre più indispensabile per ogni tipologia di evento.
Creatività, immaginazione, manualità sono alcune delle caratteristiche principali di una events planner. Scegliere di seguire un corso specifico è molto utile per capire nel dettaglio questo mondo, sia dal punto di vista teorico e sia dal punto di vista pratico. La buona riuscita di un evento dipende non solo dalla creatività delle cose materiali, ma soprattutto dalla reattività e dalla capacità di risoluzione di ogni minimo problema, da piccolo a grande che esso sia, che si potrebbe presentare.
Il motivo principale che ci spinge a fare un corso del genere è sicuramente la passione che abbiamo nell’organizzare eventi: da una piccola cena ad una festa di compleanno o ad un party in generale. Per diventare una vera e propria organizzatrice di eventi non bastano le caratteristiche di cui sopra, ma è necessario avere una conoscenza ampia su tutto ciò che fa da contorno agli eventi. Un corso di formazione completo e ben strutturato ci permetterà di conoscere tutti gli strumenti necessari per poter esercitare l’attività di events e wedding planner.
Chi sceglie di essere un’organizzatrice di eventi non lo sente come un lavoro vero e proprio, ma come un divertimento, un gioco dove poter trasformare le proprie idee in realtà soddisfando le richieste dei clienti. Più che un lavoro, possiamo definirlo un hobby!

capodanno

By Marco Esposito

Idee per il Capodanno

Idee per il Capodanno
Ogni anno è sempre la stessa storia, si parte con il buon proposito di pianificare il capodanno in largo anticipo, ma ci riduciamo sempre all’ultimo ed ogni volta ci disperiamo perché ci sembra sempre troppo tardi per organizzarsi. Non perdiamoci d’animo, una soluzione c’è sempre. Tante sono le alternative tra le quali possiamo scegliere, da una bella sciata in montagna, ad una notte di relax in una Spa, ad un bel viaggio tra le capitali Europee, l’Italia o un bel paese tropicale. fino ad una bella cena in compagnia di amici e parenti.
Non c’è da allarmarsi perché per ognuna di queste soluzioni c’è sempre un pacchetto ben organizzato dai tour operator, come Alpitour, Veratour, Phone and go e tanti altri, basta solo recarsi nella propria agenzia di fiducia e scegliere quello che più fa al caso nostro. Il nostro unico pensiero dovrà essere quello di preparare la valigia, al resto penseranno tutto loro.
Un’altra idea molto simpatica è quella di organizzare un bel cenone con amici e parenti. Potrebbe essere divertente che invece della solita cena noiosa a casa, si organizzasse un bel party a tema, partendo dal menù, fino ad arrivare alle decorazioni, all’abbigliamento, alla musica e ai tanti giochi da poter fare tutti insieme.
Se proprio l’idea di stare a casa, se pur con amici e parenti, non ci piace per niente, allora possiamo scegliere di trascorrere il nostro Capodanno in un bel ristorante, dove la buona cucina fa da padrona. Tante sono le alternative che la nostra città può offrici, dai ristoranti sul lungomare come Don Salvatore, quelli nella zona del borgo marinaro, come Zi Teresa, o nella zona Flegrea e tanti altri. A seguire potremmo fare un bel giro per le piazze della nostra città, dove ci saranno degli spettacoli di fuochi e musica ad intrattenerci.
Insomma le possibilità di scelta sono svariate e ce ne sono per tutti i gusti, l’importante è ricordarsi che non è mai troppo tardi per fare la scelta giusta!

Friarielli

By Marco Esposito

Il principale pasto invernale Napoletano: i Friarielli

Il principale pasto invernale Napoletano: i Friarielli

Non tutti sanno che la tipica tradizione culinaria Napoletana è caratterizzata da due prodotti principali:
1. la pizza, importata ed imitata in tutto il mondo, e che negli ultimi tempi è stata riconosciuta, per la gioia di tutti i Napoletani e dei maestri pizzaioli, Patrimonio dell’Unesco;
2. i “Friarielli”, a cui nessun Napoletano può rinunciare per la loro bontà.
Il nome dei friarielli ha origine dal verbo napoletano “frijere”, che vuol dire friggere. I friarielli sono le infiorescensce appena sviluppate, quindi non ancora aperte, delle cime di rapa. Non si trovano ovunque, è possibile reperirli solo a Napoli perché è solo nelle terre della regione Campania che vengono coltivati, in particolar modo nella zona nord-est di Napoli, ovvero nei comuni di Acerra, Aversa, Afragola, Caivano, Cardito, Casoria e Sant’Antimo. Molti anni addietro venivano coltivati anche nella zona collinare del Vomero, oggi considerata una delle zone più prestigiose della città, che appunto veniva chiamata “o’ colle d’ ‘e friarielle”.
In altre regioni d’Italia assumono diverse denominazioni e vengono cucinati anche in modo differente, c’è chi li lessa e chi li cuoce, per esempio a Bari li chiamano cime di rapa e le cucinano con le orecchiette, a Roma vengono chiamati broccoletti, ed in Toscana li chiamano rapini. A Napoli, invece, vengono prima lavati e poi cucinati nell’olio d’oliva con aglio e peperoncino, in poche parole vengono soffritti.
Una piccola leggenda narra che la ricetta dei friarielli sia nata in un vicolo di un quartiere popolare della città, Materdei, da una Signora che aveva un “vascio” (basso, tipiche case popolari situate al piano terra con l’accesso diretto dalla strada) che fungeva da negozio per la vendita di pizzette fritte con il pomodoro. Ogni giorno la signora preparava una grande pentola nella quale ci metteva della sugna e dell’aglio a soffriggere e dove poi immergeva delle pizzette di farina gialla (o’ scagnuozzo) per la cottura. Un giorno, l’aiutante della signora si rese conto che erano finiti i pomodori e che non avrebbero potuto proseguire con la vendita e le portò l’unica cosa che era rimasta nel retro bottega: i broccoletti. Innervosita dalla situazione la signora gettò i broccoletti nell’olio bollente senza curarsene. Dopo qualche istante il negozietto si riempì di un odorino mai sentito, eccezionale, un miracolo culinario. Nacquero così i friarielli e fu subito festa a Napoli.
Nella cucina Napoletana i friarielli creano un binomio indissolubile con la salsiccia, di cui ne rappresentano il contorno tradizionale e si dice che la pizza con salsiccia e friarielli sia stata la prima variante della piazza margherita. Sono considerati i principali cibi da strada Napoletani, non esiste panineria, pizzetteria o rosticceria che non prepari il panino o il calzone con salsiccia e friarielli.
Tutti coloro che non sono Napoletani dovrebbero visitare la città ed assaggiarli, solo così si può capire la bontà di questo piatto.

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